Memoriale di Rolando Rivi

Uno dei luoghi della memoria presenti all'interno del comune di Palagano è il memoriale dedicato al martirio di Rolando Rivi, un giovane seminarista di soli 14 anni che venne assassinato il 13 aprile 1945.
Sulla strada provinciale è possibile osservare una grande croce e una immagine del giovane Rivi che segna anche l'inizio del breve sentiero che conduce al bosco in cui fu ucciso.
Proprio nel punto del martirio è stata posta una stele che ricorda il giovane seminarista.

Dopo una serie di guarigioni riconosciute come miracolose dalla Chiesa cattolica, e dopo l'approvazione del martirio "in odium fidei", Il 5 ottobre 2013 si è celebrata la cerimonia di beatificazione di Rolando Rivi davanti a migliaia di persone riunite a Modena.

 


Boccassuolo

Boccassuolo è un piccolo paese che mantiene delle caratteristiche uniche rispetto a molti altri borghi.
Innanzitutto Boccassuolo è celebre per il suo singolare Campanile, posto su uno sperone roccioso e probabilmente sulle fondamenta dell’antica torre feudale costruita dall’Abate di Frassinoro nel XIII sec.
Al di là degli aspetti storici e naturalistici il Campanile di Boccassuolo è davvero un simbolo per gli abitanti del borgo, importante come la Torre Eiffel a Parigi o il Colosseo a Roma.

Le miniere di Boccassuolo

Ubicate in due siti principali, si trovano nell’ofiolite di Boccassuolo, comune di Palagano. Si tratta dell’affioramento ofiolitico più imponente dell’Appennino modenese, principalmente sviluppato sul versante destro del torrente con affioramenti più ridotti sul versante opposto, al poggio di Medola e al monte Calvario.

Queste rocce sono di tipo basaltico ed hanno avuto origine in antiche eruzioni sottomarine; il successivo metamorfismo che le ha interessate ha poi portato alla formazione di diversi minerali. L’area maggiormente interessata dall'attività estrattiva è all’interno del triangolo delimitato dalla vetta del Poggio Bianco Dragone, dall’alveo del torrente e dal fosso delle Carpinete. Qui si trovano otto delle dodici miniere totali della valle; le altre quattro, di dimensioni più ridotte si trovano più a monte sul versante nord del cinghio del Corvo. La lunghezza di queste miniere è estremamente variabile, si passa da pochi metri di alcuni saggi di scavo, agli oltre settecento della più estesa. I rilievi, le misurazioni e le minuziose esplorazioni delle gallerie sono state effettuate, a partire dal 1994 dagli speleologi dell’OSM Sottosopra di Modena. La maggiore parte delle gallerie si trova in luoghi difficilmente raggiungibili, parte dei cunicoli sono allagati ed in alcuni punti la roccia è franata.

Il Boccassuolo Village e le attività sportive

Come accade in altri paesi del nostro territorio gli abitanti di Boccassuolo sono in prima linea, soprattutto d'estate, per regalare un vero e proprio villaggio vacanze per chi si reca in visita nel borgo o per chi vuole mandare i propri figli a respirare un po' di aria buona, praticando attività sportive. Per rispondere a questa esigenza turistica è nato il Boccassuolo Village, un centro che offre attività per diverse settimane e che richiama molti ragazzi da tutta la provincia di Modena e Reggio Emilia.


Il rombo dei motori, sulla riva del fiume

Non c'è un amante dell'off-road, a due o a quattro ruote, che non abbia -almeno una volta nella vita- sentito parlare della Pista di Fuoristrada del Dragone a Palagano. Molti fortunati hanno poi avuto la fortuna di percorrerla e di superare i suoi guadi, le sue salite scoscesi, i massi sul fiume e il temibile e scivolosissimo "Dente", una vera parete di roccia liscia che rappresenta uno dei tratti più ostici, ma anche il più sfidante per ogni fuoristradista che si rispetti.

Costituito nel 1982 per lo sviluppo e la conoscenza del fuoristradismo e per incentivare turisticamente il territorio, oggi è una pista che ospita degli eventi molto importanti per il calendario dell'off-road nazionale e che raggiunge i 16 km di lunghezza, offrendo panorami molto suggestivi e passaggi molto tecnici che mettono a dura prova anche il pilota più esperto.

Oggi uno degli eventi di maggior richiamo è rappresentato dall'X-Tribe, un appuntamento non competitivo che riunisce la tribù dei fuoristradisti che gareggiano sulla stessa pista, giorno e notte, indipendentemente da marca, prezzo e preparazione del 4x4, ma solo con la sana voglia di stare assieme e condividere la propria passione in una delle piste più suggestive d'Italia.

 


Mostra mercato del Tartufo di Montefiorino

Un appuntamento imperdibile per tutti gli amanti del tartufo tutelato dal marchio Tradizione e Sapori di Modena, una tra le materie prime più pregiate e desiderate dagli amanti della buona cucina.

La Mostra Mercato del Tartufo, giunta nel 2022 alla trentesima edizione, si ripete tutti gli anni tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre e permette di acquistare e valutare pepite provenienti dal nostro territorio e dalle aree immediatamente adiacenti.
In queste giornate (l'evento occupa infatti due weekend consecutivi) i ristoranti del territorio offrono la possibilità di gustare piatti che hanno come protagonista proprio il tartufo bianco e nero delle Valli Dolo e Dragone, offrendo un percorso gastronomico di assoluta eccellenza.

La Mostra Mercato del Tartufo è anche molto altro: le vie del paese sono animate da mercatini di artigianato artistico, hobbisti e stand di specialità gastronomiche del territorio, e sono un'occasione per partecipare a momenti culturali e ad esposizioni pittoriche e artistiche.


Il Borgo di Sant'Antonio di Riccovolto

Ci sono luoghi che sembrano dei veri set cinematografici. Uno di questi è senza dubbio il paese fantasma di Sant'Antonio, un piccolo manipolo di case abbandonate che si trovano vicino alla frazione di Riccovolto, nel comune di Frassinoro.
Negli ultimi anni si è visto il proliferare di canali Youtube dedicati alla ricerca e all'esplorazione di luoghi misteriosi e, in qualche modo, sinistri.

Il Borgo è situato a più di 1000 metri d'altezza e fu abbandonato definitivamente nel 1990. Le famiglie di Sant'Antonio vivevano per lo più di pastorizia e di agricoltura di sussistenza. Oggi le case del piccolo borgo sono quasi tutte crollate  e l'unico edificio ancora agibile è la chiesetta di Sant'Antonio nella quale, una volta all'anno e sempre nel mese di giugno viene celebrata la messa, cosa che attira molte persone sia dai borghi vicini per assistere a una celebrazione onirica e carica di significati.

Per gli amanti del trekking è una meta quasi obbligata, perché nei pressi del borgo partono dei sentieri che conducono verso Sasso Tignoso, Alpesigola e Passo Cento Croci. Una piccola e spettacolare stazione di transito, che permette anche di rifocillarsi, grazie alla deliziosa fontana potabile e al prato pianeggiante che conserva i resti di questo splendido borgo abbandonato.