La Buca di Susano

Nei pressi del paese di Susano (Palagano), in località La Buca si trovava l’abitazione della famiglia Marastoni. Durante il rastrellamento che precedette la strage del 18 marzo 1944 la casa viene data alle fiamme e vengono assassinate sei persone: Delia Albicini in Marastoni e i suoi figlioletti di otto e dieci anni, un orfanello di circa tre anni e due anziani coniugi.

La casa è diventata un simbolo della barbarie compiuta dalle truppe naziste nel nostro territorio. Per questo motivo, grazie a uno sforzo congiunto fra il governo italiano e quello tedesco, è stato scelto di realizzare in questo luogo un memoriale di pace.

Si è quindi scelto di preservare i resti dell'abitazione e il ciliegio cresciuto al suo interno, come testimonianza tangibile della bellezza della vita che sconfigge anche l'atto più crudele. Il memoriale integra anche una installazione chiamata "Le Luci nel vento", 136 luci montate su aste di carbonio a ricordo delle vittime della strage di Monchio, Costrignano, Susano e Savoniero.
La piazza adiacente all'abitazione è stata dedicata ad Aude Pacchioni che, dopo aver preso parte attivamente alla Resistenzaè stata prima consigliera comunale e poi assessora, presidente dell’Udi e presidente provinciale dell’Anpi.


Memoriale di Rolando Rivi

Uno dei luoghi della memoria presenti all'interno del comune di Palagano è il memoriale dedicato al martirio di Rolando Rivi, un giovane seminarista di soli 14 anni che venne assassinato il 13 aprile 1945.
Sulla strada provinciale è possibile osservare una grande croce e una immagine del giovane Rivi che segna anche l'inizio del breve sentiero che conduce al bosco in cui fu ucciso.
Proprio nel punto del martirio è stata posta una stele che ricorda il giovane seminarista.

Dopo una serie di guarigioni riconosciute come miracolose dalla Chiesa cattolica, e dopo l'approvazione del martirio "in odium fidei", Il 5 ottobre 2013 si è celebrata la cerimonia di beatificazione di Rolando Rivi davanti a migliaia di persone riunite a Modena.

 


Museo della Repubblica di Montefiorino e della Resistenza Italiana

Il Museo nasce dalla volontà di perpetuare e attualizzare le memorie, la conoscenza e il lascito ideale della lotta di liberazione attraverso un allestimento moderno che si propone come strumento privilegiato di sensibilizzazione e formazione storica per le generazioni emergenti grazie a una serie di strumenti interattivi che permettono una fruizione dei contenuti innovativa e personalizzata.

La caratteristica unica di questo Museo è però la capacità di far dialogare una incredibile dimensione locale al contesto nazionale e questa "missione" la si evince anche dalla denominazione stessa del luogo.
Il Museo attuale si snoda in un percorso di nove stanze e rimane centrato sulle vicende della “repubblica” del 1944 sebbene all’interno di un contesto più generale e di più lungo periodo: dal fascismo all’antifascismo, dal 25 luglio e 8 settembre all’invasione tedesca, con la rinascita del fascismo in una nuova veste fino alla risposta della Resistenza.

Molte stanze presentano reperti bellici e militari di tutte le forze in campo. In esposizione permanente troviamo infatti reperti di epoca fascista e materiali utilizzati dalle truppe partigiane, munizioni, armamenti e divise delle truppe di occupazione tedesca, e oggetti e prodotti riservati ai civili di produzione americana.