Il cristianesimo, che si era diffuso nella pianura Padana, a partire dal settimo secolo dopo Cristo penetrò gradualmente tra le popolazioni dell’Appennino. Nacquero quindi anche i primi luoghi di culto e tra questi, nelle nostra vallata uno dei primi fu la Pieve di Santa Maria Assunta di Rubbiano. Questo piccolo paesino acquistò una certa importanza strategica dopo la conquista dei Longobardi che tracciarono la Via Bibulca, il principale collegamento tra Mutina e la Toscana.

Rubbiano crebbe in ricchezza e potere tanto da esercitare la propria egemonia su diverse parrocchie della vallata. Tra il 1100 ed il 1200 fu edificato quel piccolo gioiello di arte romanica che è la pieve.

Costruita con blocchi regolari e squadrati di arenaria, presenta tre navate terminanti in altrettante absidi. A fianco si innalza un elegante campanile a torre con bifore e ampi finestroni.
Interessantissime sono le absidi ornate verticalmente da lesene che terminano in archetti pensili decorati con figure animali, ornamenti floreali ed elementi fantastici; sopra questo gioco di archi, corre un motivo ornamentale di “denti a sega” a formare un’elegante cornice. L’interno è spoglio e nudo, ma tale da creare una straordinaria suggestione: le colonne sormontate da eleganti capitelli classici ed il gioco delle scarsa luce che penetra dalle piccole finestre laterali donano un profondo senso di raccoglimento e di preghiera. Nel braccio sinistro del “transetto” si può ammirare una stupenda acquasantiera in marmo ornata da figure mitologiche.
La pieve costituisce senza dubbio uno dei più begli esempi di architettura romanica del nostro Appennino, un’affascinante sorpresa per qualunque visitatore.

Se vi capiterà di passare nelle splendide vallate del Dolo e del Dragone, cercate un momento di raccoglimento in questo angolo di pace che saprà stupirvi per la sua semplicità e contemporaneamente per la sua grande espressione artistica. La Pieve di Rubbiano è uno dei gioielli di architettura sacra di tutto l’Appennino Tosco-Emiliano.